
Leo Pacheco
di Gherson Maldonado
Non vi dimenticate di me, Leo Pacheco resterà ancora per un bel po': il gruppo che, quella notte del 19 Febbraio 2005, usciva dalla radio La Caraqueña 880 AM non avrebbe mai immaginato di aver assistito all'ultima intervista di uno dei grandi cantanti e coristi della salsa venezuelana.
Effettivamente tutti siamo rimasti increduli e sorpresi appena ricevuta la notizia (nd:della sua scomparsa) di Giovedì 21 Aprile, comunicata dal ns. amico nonchè persona seria e credibile, Nico Monterola.
Alejo Veliz Pacheco nacque a Las González, Stato Miranda, il 17 Maggio del 1948. Sotto l'influenza musicale di suo padre, che era un percussionista di tambores afrovenezuelani, debuttò come professionista nel 1973, quando diventò il cantante principale dell'orchestra La Renovación, dopo l'uscita di Orlando Castillo Watussi, che era entrato a far parte dell'orchestra di Porfi Jiménez.
Un gruppo all'avanguardia, che nasce il 6 Febbraio del 1973, sotto l'influenza musicale dell'Orchestra Harlow e La Perfecta (nd: di Eddie Palmieri), fino a diventare il principale concorrente della "gallega" Dimensión Latina.
Sotto la direzione del conguero Nico Monterola, la Renovación, nonostante la poca fortuna, accolse fra le sue fila il timbalero Alfredo Cutuflà, (gran timbalero venezuelano, che ebbe una brillante carriera in Francia), quindi Cheo Navarro (direttore di Bailatino), i futuri trombettisti di Oscar D'León, i fratelli Piñango: Nené y Taito. Rafael García al basso, Félix Suárez "Shakaito" (futuro direttore della Bronko), Hungria Rojas (che in seguito divenne il bongosero di Oscar D'León) e la voce di Leo Pacheco, che registrò con loro cinque produzioni: Echa Pa' lante (1974); Llegó la Renovación (1975); Pare Cochero (1975); Lo máximo es Renovación (1976); e A todo el mundo le gusta (1976).
Per alcuni problemi esce
da La Renovación e parte per la Colombia accompagnato da Nelsón Henriquez:
questa situazione gli impedisce di entrare nella neonata orchestra di Oscar
D'León, il quale aveva notato le grandi capacità canore di Leo e avava
intenzione di fargli fare il corista e la seconda voce, (come sostituto del
lavoro realizzato da Wladimir Lozano nella Dimensión Latina): in un locale notturno,
Oscar gli disse:"Leo ti stavo cercando, perchè noi due, perchè esca...""qui
non c'è più niente...", "insieme cambieremo il mondo...".
Effettivamente cambiarano molte cose: Leo Pacheco prende il posto di Rodrigo
Mendoza dopo la sua uscita nel Marzo del 1977. Lo sostituisce grazie al timbro
vocale così speciale e diventa il corista e la seconda voce, con alcune canzoni
che diventeranno rappresentative, come le indimenticabili: Juramento,
Fuego de Amor, Capullito de Azucena, Cruel Desilusión
(con la critica di Oscar), tra le tante.
Gli ultimi giorni di Maggio del 1977, viene annunciato lo scioglimento de la Salsa Mayor di Oscar D'León: il cantante-bassista a tempo record riorganizza la sua orchestra smantellando la Renovación, mentre Leo Pacheco, insieme al timbalero Alfredo Padilla, Henry Camba, William Puchi, Miguel Pacheco, José "Pipo" Pérez formano la Nuestra Orquesta La Salsa Mayor con la quale registra tre dischi da antologia: De frente y luchando (1978); Strong & Hots (1979); Sello de garantía (1979).
Resta molto da raccontare
ed è impossibile farlo in questa occasione per ragioni di spazio; speriamo però
che sia il principio di una serie di lavori sulla Salsa venezuelana, che abbiamo
inaugurato tristemente con l'infelice notizia della morte di Leo Pacheco.
Un artista che se n'è andato con la pienezza delle sue corde vocali e una forza
tale che impressionò i medici il giorno della sua morte quando resistì 8 ore
dopo aver subito l'infarto che lo colpì mentre stava guidando la sua macchina
verso la sua casa a Ocumare del Tuy nel suo stato natale di Miranda.





