
Tata Güines, il re delle congas.
A cura di Waldo Fernandez (Marakka 2000, Inc)
Traduzione di Jimi

Fino a poche settimane prima proseguiva la sua attività e sorprendeva il pubblico europeo prendendo parte al nuovo spettacolo promozionale dell'ultimo disco del cantautore di flamenco Diego el Cigala.
Tato, considerato il re delle congas, era nato nella località di Güines (da dove il suo soprannome), alla periferia della capitale cubana. A partire dagli anni '40 del secolo scorso fece carriera con varie orchestre cubane di musica ballabile, fino a che fece il gran salto a N.Y., dove si consacrò al successo con i gruppi di Chico O'Farrill e Mario Bauzà ed incise con Miles Davis, occupando una posizione mai più abbandonata come leader delle congas nel jazz afrocubano. Per molti anni lavorò con le formazioni del pianista Frank Emilio Flynn, tuttora un classico delle cosiddette descargas cubane.
Nacque il 18 luglio 1930 a Güines. Figlio di Joselito, suonatore di tres e lavoratore nelle piantagioni di canna del Central Providencia, oggi Osvaldo Sànchez. Si costruisce da solo il primo paio di bongos. A dieci anni, per necessità economiche, inizia a lavorare come apprendista calzolaio in un piccola fabbrica locale, e suona il contrabbasso con il Conjunto Ases del Ritmo, diretto da suo zio Dionisio Martinez e più tardi con alcuni cugini fonda l'orchestra güinera Estrellas Nacientes.
Rimase sempre molto legato agli strumenti delle percussioni. A La Habana suonò con l'orchestra Nueva America, con Los Jovenes del Cayo, ma di giorno continuava a pulire scarpe e vendere riviste. Successivamente entrò a far parte della Tipica di Belisario, quindi di un Conjunto Campesino come contrabbassista, alternandosi comunque con il Conjunto Camacho. Già negli anni '50 incise poi con Arturo Chico O'Farrill e con Cachao il suo "Ritmo Caliente" insieme a Frank Emilio, Guillermo Barreto e Gustavo Tamayo. Iniziò ad estrarre nuove timbriche, e un formato ritmico diverso sulle pelli delle congas: in seguito molti percussionisti approfittarono delle sue innovazioni cercando una resa sonora più sperimentale.
Nell'anno 1955 viaggiò a Caracas, poi a N.Y. ed è proprio qui che conquistò i suoi trionfi definitivi, tanto che i nordamericani lo soprannominarono "Mani d'oro". Con l'orchestra di Fajardo y sus Estrellas suonò nell'affollata pista da ballo di Broadway. Quindi si presentò all'Hotel Waldorf Astoria, dove ricevette la prima proposta come solista. Realizzò tour in California, Texas, Chicago e Miami, e tenne conferenze sulle percussioni cubane. Nel Circolo Cubano di N.Y. realizzarono spettacoli per raccogliere fondi in favore della lotta insurrezionale a Cuba. Ritornò a Cuba nel 1960. Lavorò in gruppi come il Quinteto Instrumental de Música Moderna, con l'Orquesta Sinfónica Nacional sotto la direzione di Manuel Duchesne Cuzán, con José María Vitier e con orchestre giapponesi.
Nel 1964 formò i Tata Güinitos. Rese popolari composizioni proprie come "Perico no llores más", "Auxilio", "Fanfarrón", "Mami dame el Mantecado", "No metas la mano en la Candela", fra le altre.
La salma del celebre percussionista cubano Tata Güines sarà sepolta oggi, 4 febbraio 2008, a La Habana, sua città natale. Morto all'alba di oggi, all'età di 77 anni, il musicista sarà seppellito nella località habanera di Güines, a sud della capitale, dove incominciò la sua carriera quando era appena un fanciullo, negli anni '40 del secolo scorso.
Federico Arístides Soto Alejo, il suo vero nome, fu uno dei percussionisti più prestigiosi del paese. Durante la sua carriera ricevette la nomination in tre occasioni per il premio Grammy, per la sua partecipazione ai dischi La rumba soy yo, Lágrimas negras, di Diego el Cigala, e Cuban Odyssey. insieme a Janet Bunnett. Premio Nazionale della Musica nel 2006, la critica lo battezzò come il re dei tamburi per il suo modo di suonare questi strumenti con le unghie.
Con la sua scomparsa, Cuba perde un'altra delle sue grandi figure della musica tradizionale.
Cuba perde "Tata Güines", una leggenda della percussione
Agenzia EFE - lunes, 4 de febrero, 18.14 La Habana, 4 feb (EFE).
Traduzione di Jimi
Il musicista cubano Tata Güines, che a 77 anni era considerato una leggenda vivente della percussione, e che aveva portato la sua arte con il tambor sulle scene di Europa, Asia e America, è spirato oggi in un ospedale de La Habana a causa di un tumore, secondo la notizia dell'Istituto Nacional de la Musica.
Il percussionista, Premio Nacional de la Musica 2006, sarà sepolto nel suo borgo natale, Güines, in provincia de La Habana, secondo quanto dichiarato da una fonte dell'Istituto.
Federico Arístides Soto Alejo, conosciuto artisticamente con il soprannome di "Tata Güines", nacque il 18 luglio 1930, in una famiglia di musicisti. Fu autodidatta e, come egli stesso diceva, si era ispirato all'arte del percussionista Chano Pozo per creare il proprio stile nell'interpretare le congas, in particolare gli assolo del tambor, strumento che ha rivoluzionato con il suo stile e dal quale seppe far scaturire nuove sonorità.
Venne nominato varie volte per il premio Grammy Latino, con i dischi "La rumba soy yo", "Lágrimas Negras", nel quale partecipò come invitato insieme al cantante spagnolo Diego "El Cigala" e al pianista cubano Bebo Valdés, e con il famoso album del Buena Vista Social Club*.
*(NdR: Sulla base della documentazione in proprio possesso, la Redazione de Lasalsavive intende precisare che Tata Güines fu in effetti interpellato da Ry Cooder per una sua partecipazione al progetto Buena Vista Social Club, ma non potè poi prendervi parte in quanto impegnato in un tour artistico in Sud America. In seguito, come egli stesso afferma nell'intervista inclusa in questo articolo, beneficiò anch'egli del rinnovato successo degli artisti del Buena Vista, collaborando con alcuni di essi, non ultimo Rubén Gonzales: e d'altra parte Tata Güines faceva parte a tutti gli effetti di quella generazione artistica e di quella cultura musicale rappresentata in Buena Vista. Il tutto sfociò infine, nel 2000, nella produzione dell'acclamato album "La rumba soy yo", vincitore del Grammy Latino nel 2001, cui Tata Güines contribuì con il brano "Solo".)
Cominciò il suo percorso suonando il contrabbasso con il Conjunto Ases del Ritmo, diretto da suo zio Dionisio Martínez, e più tardi fondò l'orchestra Estrellas Nacientes, insieme ad alcuni musicisti della sua famiglia.
Incise i suoi primi dischi con musicisti cubani Arturo Chico O'Farrill, Cachao López, Frank Emilio, Guillermo Barreto e Gustavo Tamayo.
Oltre a coinvolgere gruppi come il Quinteto Instrumental de Música Moderna, condivise la scena con l'Orquesta Sinfónica Nacional, il cantautore Silvio Rodriguez e il pianista José María Vitier.
Rese popolari proprie composizioni come, fra le altre, "Perico no llores más", "Auxilio", "Fanfarrón", "Mami dame el Mantecado", "No metas la mano en la Candela". Ricevette anche importanti riconoscimenti culturali di Cuba, come l'ordine "Félix Varela" (2004) e la medaglia "Alejo Carpentier" (2002). In un'intervista che concesse nell'aprile 2007 alla rivista Bohemia rivelò che una delle sue occupazioni era insegnare ai bambini affinchè essi potessero avere il maestro che lui non aveva avuto, e che provava "grande entusiasmo, e grande deiderio e determinazione nel proseguire" allo scopo di lasciare in eredità un'opera che altri potessero a loro volta interpretare.
Confessava poi che era "assai disgustato" per la scarsa promozione della musica cubana e la perdita di spazio di ritmi tradizionali come il danzòn di fronte all'invasione del reggaetòn.
"Io sostengo che per prima cosa bisogna dare importanza alla propria musica, alla propria cultura, alla propria bandiera, poi può anche venire il resto, però bisogna avere dei princìpi e rispettare tutto ciò che appartiene a Cuba", disse anche.
Español
Falleció Tata Guines, el rey de las tumbadoras
El extraordinario percusionista cubano Federico Arístides Soto, mundialmente conocido por el sobrenombre de Tata Guines, falleció en
la madrugada de este lunes en La Habana a los 77 años de edad, víctima de una aguda dolencia renal.
Hasta hace pocas semanas se mantenía en activo y sorprendía a los públicos europeos al integrarse al nuevo espectáculo de promoción del
más reciente disco del cantaor flamenco Diego el Cigala.
Tata, considerado el rey de las tumbadoras, había nacido en la localidad de Guines (de ahí su alias), al sur de la capital cubana.
Desde los años 40 del siglo pasado hizo carrera con varias orquestas cubanas de baile, hasta que dio el salto a Nueva York, donde se
consagró con las bandas de Chico O Farrill y Mario Bauzá y grabó con Miles Davis, con lo que ocupó un sitial nunca abandonado como líder de
las tumbadoras en el jazz afrocubano.
Por muchos años trabajó con las formaciones del pianista Frank Emilio Flynn, todo un clásico de las llamadas descargas cubanas.
Soto Alejo, Federico Arístides ( 1930 - )
Nació el 18 de julio de 1930 en Güines. Hijo de Joseíto el tresero y trabajador cañero del Central Providencia, hoy Osvaldo Sánchez. Él
mismo fabrica su primer par de bongóes. A los diez años, por la necesidad económica se hace aprendiz de zapatero en una fábrica
pequeña de la localidad, y tocaba el contrabajo con el conjunto Ases del Ritmo dirigido por su tío Dionisio Martínez y más tarde con unos
primos fundó la orquesta güinera Estrellas Nacientes.
Siempre estuvo muy ligado a los instrumentos de percusión. En La Habana tocó con la orquesta Nueva América, con Los jóvenes del Cayo y
por el día limpiaba zapatos y vendía revistas. Después integró La Típica de Belesario, más tarde en un conjunto campesino como
contrabajista y alternó también con el conjunto Camacho. Ya en la década del cincuenta grabó con Arturo Chico O'farrill y con Cachao su
"Ritmo Caliente" junto Frank Emilio, Guillermo Barreto y Gustavo Tamayo. Empezó a sacar nuevos timbres, y un formato rítmico distinto
sobre el cuero, después muchos percusionistas aprovecharon su innovación siempre buscando una entrega sonora más experimental.
En el año 1955 viaja a Caracas, después a New York y es ahí donde conquista sus triunfos definitivos pues los especialistas
norteamericanos lo nombran \"Manos de oro\". Con la orquesta de Fajardo y sus Estrellas tocan en la populosa pista de baile de
Broadway. Luego se presenta en el hotel Waldorf Astoria donde recibe la primera propuesta como solista. Realizó giras por California,
Texas, Chicago y Miami y ofreció charlas sobre la percusión cubana. En el Círculo Cubano en New York, hacían espectáculos para recaudar
fondos para la lucha insurreccional en Cuba. Regresa a Cuba en 1960.
Ha actuado en grupos como el Quinteto Instrumental de Música Moderna, con la orquesta Sinfónica Nacional bajo la dirección de Manuel
Duchesne Cuzán, con José María Vitier y con orquestas japonesas.
En 1964 formó los Tata Güinitos. Populariza composiciones propias como "Perico no llores más", "Auxilio", "Fanfarrón", "Mami dame el
Mantecado", "No metas la mano en la Candela", entre otras.
Será sepultado hoy percusionista cubano Tata Güines La Habana, 4 feb (PL) El cádaver del destacado percusionista cubano
Tata Güines será sepultado hoy en su ciudad natal, anunciaron a fuentes del Instituto de la Música.
Fallecido esta madrugada, a los 77 años, el músico será enterrado en la localidad habanera de Güines, al sur de la capital, donde comenzó
su carrera cuando apenas era un niño, en la década del 40 del pasado siglo.
Federico Arístides Soto Alejo, su verdadero nombre, fue uno de los percusionistas más prestigiosos del país.
Durante su carrera estuvo nominado en tres ocasiones al premio Grammy por su participación en los discos La rumba soy yo, Lágrimas negras,
de Diego el Cigala; y Cuban Odyssey, junto a Janet Bunnett.
Premio Nacional de la Música en 2006, la crítica lo bautizó como el rey de los tambores por su forma de tocar con las uñas ese instrumento.
Con su muerte, Cuba pierde a otra de sus grandes figuras de la música tradicional.
Enviado por Waldo Fernandez (Marakka 2000, Inc)
Cuba pierde al "Tata Güines", una leyenda de la percusión
Agenzia EFE - lunes, 4 de febrero, 18.14 La Habana, 4 feb (EFE).
EFE - lunes, 4 de febrero, 18.14La Habana, 4 feb (EFE).- El músico cubano "Tata Güines", que a los 77 años era considerado una leyenda viva de la percusión y que había paseado su arte con el tambor por escenarios de Europa, Asia y América, falleció hoy en un hospital de La Habana a causa de un cáncer, informó el Instituto Nacional de la Música.
El percusionista, Premio Nacional de la Música 2006, será enterrado en su localidad natal, Güines, en la provincia de La Habana, dijo a Efe una fuente del Instituto.
Federico Arístides Soto Alejo, conocido artísticamente por el sobrenombre de "Tata Güines", nació el 18 de julio de 1930, en el seno de una familia de músicos.
Fue autodidacta y, según él mismo decía, se había inspirado en el arte del percusionista Chano Pozo para crear su propio estilo al interpretar la conga, en particular los solos de tumbadora (tambor), instrumento que revolucionó con su estilo y del que extrajo nuevos sonidos.
Estuvo nominado varias veces a los premios Grammy Latinos, con los discos "La rumba soy yo", "Lágrimas Negras", en el que participó como invitado junto al cantante español Diego "El Cigala" y el pianista cubano Bebo Valdés, y en el famoso álbum del Buena Vista Social Club.
Comenzó su trayectoria tocando el contrabajo con el conjunto Ases del Ritmo, dirigido por su tío Dionisio Martínez, y más tarde fundó la orquesta Estrellas Nacientes, junto a algunos músicos de su familia.
Sus primeros discos los grabó con músicos cubanos como Arturo Chico O'Farrill, Cachao López, Frank Emilio, Guillermo Barreto y Gustavo Tamayo.
Además de integrar grupos como el Quinteto Instrumental de Música Moderna, compartió escenario con la orquesta Sinfónica Nacional, el cantautor Silvio Rodríguez y el pianista José María Vitier.
Popularizó composiciones propias como "Perico no llores más", "Auxilio", "Fanfarrón", "Mami dame el Mantecado", "No metas la mano en la Candela", entre otras.
También recibió importantes distinciones culturales de Cuba como la orden "Félix Varela" (2004) y la medalla "Alejo Carpentier" (2002).
En una entrevista que concedió en abril de 2007 a la revista Bohemia, desvelaba que una de sus ocupaciones era enseñar a niños para darles el maestro que él no tuvo y que estaba con "más entusiasmo, con más deseos y decisión de seguir adelante" para dejar una obra que otros pudieran interpretar.
Entonces confesaba que estaba "muy disgustado" por la poca promoción de la música cubana y la pérdida del espacio de ritmos tradicionales como el danzón frente al "reggaeton".
"Yo digo que primero hay que tener en cuenta tu música, tu palma, tu bandera, después que venga lo demás, pero hay que tener principios y respetar a todo lo que huela a Cuba", dijo entonces.




