» Intervista a Frankie Martinez
» Daria intervista Pietro Mingarelli
» Intervista a Ralph Mercado del 1993
» Intervista a Paula C: chi è Paula C?

Intervista a
Chucho Valdez
articolo tratto da www.americasalsa.com
realizzato nel mese di Ottobre del 2003
traduzione di La Chica

Un pianista lungo, lungo, lungo (alto, alto, alto)
Un’attesa lunga, lunga, lunga
Suppongo che debba essere stancante e magari intollerabile rispondere a qualcosa che l’intervistatore dovrebbe evitare: il famoso aneddoto di quando Bebo si dimenticò gli spartiti e nell'andare a riprenderli trovò il piccolo (di 3 anni) che stava suonando, o la non meno scontata: qual è la prima melodia che ricorda? E domande stupide sullo stile. – Non c’è fisico che regga. – Non c’è pazienza che resista. - Allora uno vede il tipo sorridere ogni volta in modo più forzato, seccarsi ogni volta con più speranza che ciò termini una volta per tutte. – Allora sono arrivato. – Saluto di rigore, è alto come sempre, chiarendogli che so già che è figlio di Bebo e Pilar, che non gli chiederò la sua data di nascita perché la conosco già (9 ottobre del 1941) e neppure sulle sue maestre Zenaida Romeu tra tutte, che tutto ciò me lo disse nel 1994 quando si trovava con Irakere a Buenos Aires: mi sembrò di notare un certo sollievo. – Allora al punto. –
Pedro de la Hoz (Quotidiano Granma) dice in un articolo del gennaio del 2001, che Lei affermò che il secolo XX cubano, musicalmente parlando, era cominciato ed era terminato con il son.
È così, così l’ho detto ed è verità, dice Chucho. – È più che dimostrato. –
Tenendo presente l’influenza del Son in tutta l’area del Caribe, mi interesserebbe sapere: per Lei qual è la relazione del son con il jazz?
Io oggi mi avvicino più al jazz latino, anche se continuo ovviamente ad avere legami con il son.
Dopo aver evoluto il Son con gli Irakere, anche se per altre strade e nonostante a Cuba ci siano gruppi che continuano a fare Son tradizionale, non tutti possiamo fare la stessa cosa ed io ho cercato di fondere il jazz con il son, che è un po' come dire latin jazz, perchè realmente il ritmo che facciamo può essere afro o può essere ritmo cubano creolo come il son.
Ad esempio Tito Puente a livello di ritmo, faceva son con elementi di jazz.
Invece nella musica che faccio io c'è anche il son però è già mischiato, è un'altra cosa, un altro percorso, è una fusione, una fusione diversa.

Digressione uno: Lei accetta la denominazione di jazz latino per ciò che Lei fa? Non la urta questo modo di etichettare la musica?
Questo è già così, non si può eliminare, è come la salsa, è già identificata e non la cambia nessuno, per me questo si chiama jazz afrocubano, perché così lo chiamò Mario Bauzà, Afrocuban jazz, perché è il jazz con elementi afrocubani, però va bene lo stesso, si chiama latin jazz, è un marchio, si chiama così sebbene non sia corretto.
Quindi Lei lo accetta?
No, io non lo accetto, perché non è la realtà, quello che dico è che è stata imposta un’altra etichetta.
Digressione due: a proposito della fusione. – Nell’anno 1994 Lei mi disse che tutta la fusione portava davanti tre lettere “c, o, n”, ossia confusione, non sembra così ora. –
Alcuni tipi di fusione. – Quando la fusione non si fa bene, quando non si mischia bene, quando qualcuno non lo sa fare, invece che fare fusione si fa confusione.
Nell’anno ’94 Lei mi disse che Samuel era il padre del Danzón Cubano.
Lo è, perché nella contraddanza di Samuel c’era già la struttura del Danzón, egli arrivò quasi a trasformare la contraddanza in danzón, gli mancò poco per farcela (fa un gesto) quasi niente, però quelli che gli succedettero presero quegli elementi per completarlo, però gli hanno dato i crediti per questo si dice che egli sia il padre della musica cubana, perché il Danzón era la musica nazionale.

Bene, ora il Danzón ha relazione con il jazz?
Il Danzón ha più relazione con la musica francese.
Aggiungo: per la sua origine?
Certo, perché arriva con la contraddanza francese che arriva ad Haiti, che viene con il cinquillo, gli haitiani che vanno a vivere a Cuba vengono con quel cinquillo che comincia a formare parte della musica cubana ed è soprattutto nel danzón dove si sente l’influenza francese.
Allora esiste la relazione tra Son e Danzòn con il Jazz?
La risposta è Africa!
Haití è una colonia francese però il cinquillo è africano e non di Haití.
Però il cinquillo,arriva anche dalla contraddanza francese, attenti con questa cosa, il jazz ha la sua influenza africana che arriva da N.Orleáns, quindi in alcuni luoghi (paesi) ha qualche connessione anche se non è completo come nel Son.
Cambiando rapidamente di argomento, noto nei suoi gusti una sana curiosità per il lettore e dati più interessanti di quelli tecnici apportati. Nel leggerli mi rendo conto che sono densi. – Già sto chiedendo le mie scuse.
Lei ha brani dedicati a Bill Evans, Mc Coy Tyner, Bud Powell, in che ordine di preferenza li metterebbe?
Difficile, molto difficile, però sarebbe Bill Evans – Mc Coy, forse per un problema generazionale, quando io stavo cominciando, stava iniziando anche lui, io avevo ascoltato Bud Powell e altri però Evans – Mc Coy sono quelli che più mi hanno influenzato.
Tuttavia nei suoi lavori di solo piano io la trovo più simile a Evans che a Mc Coy......
Certo, certo……
Il miglior esempio è la balada My Foolish Herat, registrata da Lei ma anche da Bill Evans, di diverse ispirazioni e colori ma tecnicamente molto simili.
Certo, è la sua influenza su di me, io sono stato molto influenzato da Evans…
Lei l’ha ascoltato molto???
Lo ascolto……
Chi altri……?
Jarret, Peterson, Herbie, Corea, però ora sto ascoltando i nuovi Brad Mehldau, John Cadenacci.....

Le piace Melhdau…… sa, io lo trovo un po’ ripetitivo, non mi convince……
Beh, bisogna vederlo dal vivo……
Ah… ah… dal vivo tutto cambia.
Dal vivo è un’altra storia, perché a volte il disco limita e c’è chi offre più dal vivo che in disco.
Chucho Valdez, le nomino giovani pianisti cubani. – Il riferimento a Ramoncito Valle che mi fece nel 1994 risultò preciso: un genio. – Ora Roberto Fonseca……
Bravissimo!!!!!
Omar Sosa?
È amico mio.
Le metto in chiaro che è il mio pianista preferito. – Inoltre Lei non considera che l’opera di Sosa rompe il piano creativo in cui si trova il denominato jazz latino? – Inoltre Lei non pensa che ci sia del ristagno nel jazz latino?
Non la vedo così, bisogna ascoltare tutto quello che c’è, ossia bisogna vedere fino a dove ha ascoltato, chi ha ascoltato, lì ci sono cose incredibili……
Quali…?
Sosa è molto bravo... però ci sono tentativi come quello di Ed Simòn... è molto bravo.. bravissimo!!! C’è Rubalcaba che fa meraviglie… non tolgo i meriti a Sosa ma c’è altra gente che sta facendo cose molto interessanti……
Rolando Luna......?
È il migliore dei giovani...
Aldo Lopez Gavila…? Ha un pezzo “En el ocaso de la Hormiga y el Elefante”, come materiale sperimentale mi sembra molto interessante...
È molto giovane. Gli mancano molte cose, per essere troppo giovane gli mancano molte basi delle nostre radici, però tecnicamente è meglio formato che gli altri nel genere classico, però la musica popolare è basata sulle radici delle cose di strada. – La scuola ti da la tecnica ma l’idea è più importante che la tecnica perché è lo sviluppo e tanto Luna quanto questo ragazzo hanno una esperienza più popolare……
David Alfaro? ……… gli ho fatto un’intervista quando venne con gli Afrocuban.
Bravissimo!!!!...è del mio quartiere
Chuchito, come le sembra?
È il mio figlio maggiore… bravissimo!!!
Mi piace il disco, anche se non ha avuto una buona critica, dico sempre che se invece che chiamarsi Valdés si chiamasse… Quevedo, diciamo, sarebbe diverso il trattamento……
Io sono figlio di Bebo......
Però quando Lei si fa conoscere negli anni Settanta, a partire da Montreux (1978) qualcuno si ricorda fuori da Cuba che Bebo viene scartato a Stoccolma? In più nell’intervista del 94 io le chiesi se suo padre vivesse……
Ta, ta. – Quel che succede è che lui deve cominciare a trovare se stesso, si trova ancora nel pieno dello sviluppo.
Finale premeditato, affrettato, quasi quasi… mi buttano fuori… però tutta l’orchestra, meglio tutta la polemica. –
A partire dal 97 con Buena Vista la musica popolare cubana riguadagna presenza. – Secondo la sua visione qual è la situazione attuale?
Ha una presenza eccezionale, non solamente per Buena Vista, quello è altra cosa, per le orchestre di Timba, le orchestre femminili, ci sono ottimi gruppi di jazz di donne!!! …
??????
Sono diplomate nelle scuole di musica e fra le individualità ci sono realtà interessantissime....
E con la Timba cosa succede?
È una evoluzione della musica ballabile, del son, è un fenomeno fino a questo momento molto locale, non si è generalizzato all’estero… la Timba è stata creata dal gruppo Irakere……
Bacalao con pan.....?
Sì, c’è chi vuole negarlo, però, sai, tutto il mondo vuole essere Cristoforo Colombo, a me non interessa essere C.C., però realmente è nata da lì, i musicisti sanno che Irakere è la Timba......, la timba di oggi non è la stessa di Irakere......
Xiomara......
Certo, echàle semilla,,,,, el atrevimiento,,,,, el guayo de Catalina,,,,,el tata cimarrón, lì è la timba.
Lei dice tutti i musicisti, tuttavia il Tosco continua a dire che Bacalao Con Pan non è il primo......
(Interrompe)
Quel che succede è che il Tosco lavorò con Irakere, quello che fece fu copiare Irakere, cercare di copiare, Irakere è irripetibile, ha fatto un gruppo buono... quel che succede è che tutti vogliono essere padri della Timba… ma lì è scritto…
Finale…… finale, finale!!!!!!......
Per i trenta anni di Irakere, quali musicisti del gruppo originale pensa di convocare?
Beh, ci stiamo ancora lavorando......
Averohoff ci sarà?
Non lo so, si parlò con lui...... bisogna vedere… tutti sono impegnati, ognuno ha la propria banda, è molto difficile tornare ad unire tutta quella gente, tutti dicono “io ho il mio lavoro, bisogna fare quel che si può”……
Così bruscamente è finita l’intervista. – Buonanotte.





