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Intervista a
Tito Nieves
Intervista di Enzo "Ciccio" Luoni, traduzione di Stefania "Anthea" Ranzani
Nato a Rio Piedras in Porto Rico, vive la sua infanzia negli U.S.A. a New York. In un ambiente ricco di stimoli musicali, in pochi anni riesce a maturare un'esperienza e una reputazione di prim'ordine. Ma è agli inizi degli anni '80 che la sua carriera arriva ad una svolta decisiva grazie all'incontro con Ramon Castro e Ramon Rodriguez. Con loro forma uno dei gruppi storici della salsa di quegli anni: i "Conjunto Clasico" . Grazie alle sue doti vocali e alla sua personalità potente e carismatica, Tito porta la band al successo in tutto il Caribe ed entra nel cuore dei latini di ogni luogo. La sua carriera è una lunga catena di successi tra cui il bellissimo " Dale cara a la vida", un gioiello che ripropone Nieves come autentica star della salsa.

La sua carriera è stata ed è incredibile, ha iniziato molto giovane, a 15 anni. C'è un segreto, qualcosa che Le ha permesso di arrivare a questo livello? In famiglia ha dei musicisti, questo può averLe dato una spinta, ma esiste una circostanza che Le ha permesso di arrivare ad essere protagonista nel mondo della salsa?
Fin da piccolo mi hanno sempre insegnato a dare il cento per cento nella mia professione, ma ho anche ricevuto il cento per cento dal pubblico che mi segue da trent'anni in ogni paese. Devo dire grazie ai fan di Colombia, Perù, Venezuela, Panama, Cuba, Portorico, Santo Domingo…tutti i paesi latinoamericani…oltre ovviamente agli italiani, agli spagnoli… i miei fan mi hanno sempre dato molto affetto ovunque.
In questo momento sta portando avanti un tour mondiale per la promozione del Suo nuovo album. Ma sta festeggiando anche i primi trent'anni della Sua carriera…
Sì, a dire la verità sto festeggiando più che altro i trent'anni di carriera. L'ultimo album è uscito poco più di un anno fa e comunque continua ad essere un successo. E stiamo per entrare di nuovo in studio per la registrazione del nuovo album, che è già in preparazione.
Come è nata l'idea di aggiungere al suo repertorio alcuni pezzi in lingua inglese?
È un'idea che mi è venuta da mio figlio, purtroppo scomparso prematuramente. Essendo cresciuto a New York e parlando prevalentemente l'inglese, a volte mi chiedeva il significato di alcune parole delle mie canzoni. È per questo che ho deciso di incidere alcuni brani del mio repertorio proprio in inglese.
Non ha mai pensato di cantare in italiano? Le piacerebbe?
(Scoppia in una risata…) No! È già difficile cantare in spagnolo, non chiedetemi di cantare in italiano!
Ha cantato anche dei reggaeton…
Forse sapete che uno dei miei pezzi, Ya No Quedo Nada, ha un ritmo assimilabile a quello del reggaeton. Qui in Europa il pezzo ha avuto molto successo in Spagna e a Tenerife. C'è chi dice che questo nuovo ritmo stia minando la tradizione della salsa, ma è un'affermazione stupida. Basta vedere il successo che la salsa continua ad avere nei paesi latinoamericani e non. Tutto gira, i gusti musicali cambiano, ma "La Salsa Vive" sempre… e continuerà a vivere.
Qual è la condizione della salsa nella sua patria, Portorico?
La salsa a Portorico è in ottime condizioni. Anche il reggaeton va molto forte. Come ho già detto, c'è chi afferma che la salsa stia attraversando un periodo infelice, ma a mio parere non è affatto così.

Portorico è la culla di molti artisti famosi. Ma a Suo parere, questi artisti dove raggiungono la notorietà, in patria o all'estero?
È sotto gli occhi di tutti che molti artisti diventano stelle della musica latina quando lasciano il paese per andare all'estero, dove guadagnano rispetto e riconoscimento. Ma in patria mantengono comunque lo stesso rispetto e sono amati come lo erano prima.
Nell'ultimo album pare che sia cambiato il Suo modo di intendere la musica. Con "Ya No Quedo Nada" canta il rap, duetta con altri artisti come ad esempio La India, Nicky Jam… Cosa pensa dell'evoluzione della salsa oggi?
Dico solo una cosa: l'unione fa la forza. Se uno tira solo dalla sua parte, non può mettere così tanta forza nella musica. Ci sono due tipi di musica: musica bella e musica brutta. Io faccio musica bella. Io non mi considero un cantante di reggaeton, ma non posso negare che questo genere abbia un successo mondiale.
Lei dice di amare particolarmente il suo ultimo lavoro, "Fabricando Fantasias"…
Mi lega molto a mio figlio…ho "fabbricato" delle canzoni "fabbricando" fantasie, cioè dei ricordi di lui. Il titolo mi sembra molto appropriato per questo album.
A proposito di suo figlio,ci dice qualcosa della fondazione a lui dedicata ?
È un lato importante del mio lavoro. Ora stiamo cercando di implementare nuovi modi per permettere alle persone di contribuire, nonostante esista già la possibilità di inviare fondi tramite il sito Internet.
Quando si spengono le luci e lo spettacolo termina, chi è Tito Nieves?
Il primo pensiero è per mia moglie. Sono un padre, un marito…conduco una vita molto normale. Non di certo la classica vita dell'artista famoso. Mi piace molto condividere la vita lavorativa con la mia famiglia. I miei cari sono la cosa a cui tengo di più.
Lei è un cantante ormai famoso. Ma ha mai vissuto nella povertà?
No, la mia famiglia non è mai stata veramente povera. Ma sono convinto che la povertà non sia solo quella di tipo economico. In passato ho avuto problemi di una certa entità come alcolista e ho fatto uso di droghe per una decina d'anni. Da quindici anni ne sono uscito, fortunatamente. La povertà può essere quella emotiva, come quando sei circondato da migliaia di persone e ti senti solo. Ad esempio se soffri di alcolismo, sei solo perché non ce la fai a chiedere aiuto. Io ne sono uscito grazie all'aiuto della famiglia, e soprattutto di Dio. Alle persone che vivono questo dramma, posso solo consigliare di non avere paura di chiedere aiuto. Non amo pensare a cose negative, però la vita passa in fretta e il tempo è contro di noi. Specialmente quando penso a mio figlio morto a soli 24 anni…uno dovrebbe sfruttare al meglio il tempo, soprattutto rimanendo vicino alla famiglia. Dico sempre a mia moglie che se dovessi morire prima di lei, e spero vivamente sia così, di dire al mio pubblico di non piangere per me, perché io continuerò a vivere nella vita eterna.

Signor Nieves, c'è qualcosa che la spaventa?
Quando uno ha un'enorme fede in Dio, non c'è nulla da temere. Però dico sempre a mia moglie che temo molto il momento in cui i miei genitori mi lasceranno. Credo che non potrò sopportare facilmente questa mancanza.
Tito Nieves è una star del mondo della salsa, ma a sua volta avrà sicuramente delle preferenze per artisti altrettanto famosi. Chi ammira maggiormente riguardo a questo genere?
Sicuramente i pionieri come Hector Lavoe, Celia Cruz…mi piaceva la Fania…Tito Puente…Cheo Feliciano…artisti con cui ho anche cantato e che senza alcun dubbio mi hanno lasciato un'eredità e molta buona musica.
Che ricordo ha della collaborazione artistica avuta con Hector Lavoe?
Senza offendere nessuno, di tutti gli artisti penso che Hector sia quello che mi ha dato di più. È stata una presenza molto speciale nella mia vita, una persona che in pochissimo tempo mi ha insegnato tanto, ad esempio mi ha insegnato a gestire il pubblico. Gli devo molto.
Quali sono i progetti di Tito Nieves per il presente ed il futuro?
Attualmente io e il M° Ramon Sanchez stiamo provando, dobbiamo preparare materiale per entrare in studio. Ciò che posso dire, e lo saprete anche voi, è che le canzoni non vengono così facilmente…bisogna ascoltare molto, ascoltare musica di tutti i generi, canzoni belle e anche brutte…
Questa non è la prima volta che viene in Italia: che cosa Le piace di questo paese?
Dell'Italia? Oltre alle donne… la pasta! A parte gli scherzi, domani ripartirò e anche questa volta purtroppo non avrò l'opportunità di visitare il vostro paese, ma per la prossima volta voglio programmare una vacanza, in modo da conoscervi meglio.





