Le recensioni de LaSalsaVive

El Flaco de la Salsa Gorda

di Enrique Romero

Traduzione di Paola "Calleluna" Sampaolo


Hector Juan Perez, "La voz", "El cantante de los cantantes", "El rey de la puntualidad", "El jibarito de Machuelito" HECTOR LAVOE. Questo è un nome che bisogna scrivere in maiuscolo perchè appartiene al cantante salsero per eccellenza, cioè a un eroe che sintetizza nella sua opera e nella vita la tragedia latina con tutti gli ingredienti: povertà, ricchezza, amanti, tradimenti, droga, rumba, disperazione, incomprensione, "risas y penas", "el barrio", fama e breve esistenza.

Questo è il menù dei suoi 47 anni di vita, però soprattutto dei suoi 30 come cantante del "Barrio".

Lavoe nacque il 30 settembre 1946 a Ponce, Portorico, e morì il 29 giugno 1993 a New York, città nella quale arrivò a 17 anni, disposto a trionfare come cantante. Come molti giovani caraibici, Hector si iniziò ai segreti del tambor però la sua ammirazione per cantanti come Daniel Santos, lo fece dedicare al canto. Dallo stile di Daniel Santos,"El Jefe", Lavoe assimilò il "tumbao callejero" e malandrino che, nel suo caso, lo differenziarono dal resto dei cantanti salseri. Lavoe sviluppò un proprio stile inimitabile che, di certo, corrispondeva alla tendenza canora degli anni '60, quella della strada, quella che esigeva dal cantante semplicità e capacità di stupire, melodia e sfrontatezza.

Tra il 1963 e il 1967 Lavoe affila il suo montuno con le orchestre di Francisco Angel Bastar "Kako", Tito Puente e Tito Rodriguez, cioè la vecchia guardia che all'epoca già stava andando in decadenza: questi erano i musicisti che conoscevano i segreti del mambo, però non quelli del "barrio" e questi ultimi erano porprio quelli che Lavoe conosceva a memoria.
Secondo Jorge Luis Borge "Il caso non esiste, tutti gli incontri casuali sono un appuntamento" e questo avviene appunto nell'incontro tra Hector Lavoe e Willie Colon, altro principe che aveva le chiavi del quartiere, un personaggio con le stesse caratteristiche di Lavoe.

Insieme a Colòn, Lavoe si fece conoscere nel Barrio e internazionalmente. Registrarono il loro primo disco "El Malo", nel 1967 e con questo contrassegnarono in modo chiaro le caratteristiche fondamentali del "sonido Nueva York" della musica latina che, qualche anno dopo, si conoscerà come salsa.

Willie Colon y Hector Lavoe - La Maria Pt.1



Con l'orchestra di Colon restò fino al 1973 e registrò 10 album.

Dieci anni dopo tornò a cantare per l'orchestra di Colon nell'album "vigilante".

Come stella di Fania partecipò al leggendario concerto del Cheetah (agosto 1971) oltre alle tournée internazionali in America, Africa ed Europa, registrando in totale 10 Lp. Nel 1975 si lancia come solista e pubblica "la voz", un disco prodotto da Willie Colon, e un anno dopo "De ti depende", dalla lunga durata, che comprende una delle sue Hits "Periodico de ayer", composto da Tite Curet.

Hector Lavoe " PERIODICO DE AYER"



Come solista, Lavoe registrò 10 Lp fino all'87 e qui finì la sua carriera. In realtà era già finita prima poiché i disordini della sua vita personale, la tragedia familiare e la situazione lo braccavano da quasi 20 anni.

La storia personale ed artistica di Lavoe ha gli stessi sintomi delle storie di altri eroi della cultura popolare come Carlos Gardel, Jimmy Hendrix, Beny Morè, Janis Chaplin, Camaròn de la Isla, Franco (il cantante africano non il dittatore), Billy Hollyday, Bob Marley, Peter Tosh e... non vi spaventate, Diego Armando Maradona.






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