Le recensioni de LaSalsaVive

Larry Harlow – Il viaggio in Italia

Scritto da Wendy Caplin
Traduzione a cura di Mamma Salsera

Dopo aver subito un’estrazione d’emergenza mercoledì per un dente che mi ha perseguitato per alcune settimane, mi sono arrangiato in qualche modo per essere pronto a partire Venerdì per un viaggio in Italia. (Con la bocca molto dolorante perché facendo pranzo, una delle radici si è calcificata ed è diventata impenetrabile, e mi stavano ancora trapanando quando mi hanno detto che avrei probabilmente dovuto essere ricoverata in seguito). La mia prima volta in Europa in quasi 40 anni. Harlow aveva un lavoro a Milano ed abbiamo volato insieme a tutta la band venerdì pomeriggio. Naturalmente, uno dei cantanti ha chiamato Harlow il giovedì dicendo che non riusciva a trovare il suo passaporto (abbiamo scoperto che non lo trovava da 2 settimane e che l’aveva detto a diverse persone che gli avevano fornito tutto il necessario per ottenere un passaporto d’emergenza, ma lui non aveva fatto niente e non l’aveva detto ad Harlow finché non era stato troppo tardi). Quindi avevamo già cominciato con un “fiasco”. Pensavamo venisse all’aeroporto ma non si è fatto vedere. Gli altri avevano provveduto a fare tutto in tempo ed abbiamo volato con KLM per le prime 6 ore del nostro viaggio.

Io devo complimentarmi con KLM per aver realizzato un ambiente veramente confortevole. Ogni posto a sedere aveva una TV con film, programmi e giochi televisivi. I sedili erano comodi. Se non avessimo avuto un inserviente del cavolo (ogni piccola richiesta accolta con atteggiamento annoiato) tutto sarebbe stato perfetto. Sono anche riuscita a dormire un’ora. Siamo arrivati ad Amsterdam intorno alle ore 6 AM.

Che stupendo aeroporto. Ha addirittura un museo!! Ed anche a quell’ora impossibile i negozi e i ristoranti erano tutti aperti. Avevamo molto da aspettare e quindi siamo andati in esplorazione. Anche se era già mezzanotte per noi, ed eravamo tutti molto stanchi. Quindi un volo breve alle 8:30 su un aeroplano veramente piccolo e affollato per Milano dove ci aspettavano per portarci all’hotel, dove ci hanno lasciati per alcune ore per un beato sonnellino.Alle 4:30 siamo stati portati tutti al luogo di ritrovo. Un Festival Latino stagionale all’aperto. Molti padiglioni con cibo Brasiliano, Messicano, Colombiano, e della Rep. Dominicana. E venditori di abiti e bigiotteria, e ovviamente gelato e caffè espresso.

Il controllo del suono era caldo e si accordavano gli strumenti. Ma siamo ritornati in tempo per una doccia e per cambiarci e quindi abbiamo cenato Brasiliano, che è stato un ottimo primo pasto. Il buffet era sbalorditivo. Insalate fredde compresa la mia preferita: l’Insalata Russa, gamberetti e cuori di palma, tabuli, diverse granaglie, verdure e piatti freddi di pesce. Pollo fritto e piatti di carne. E poi il Churrasco, pollo e pezzi di manzo. E poco tempo per scegliere. Sono rimasta particolarmente impressionata dalla Paella che aveva la pentola di circa 5 piedi di diametro e piena di pesce e carne. Ce n’erano due, una vicina all’altra, e sembrava che ognuna potesse alimentare 100 persone.
Il concerto è stato bello. Eravamo stati avvisati in anticipo delle zanzare e fortunatamente uno degli sponsor era “Off” e quindi eravamo provvisti di bottigliette di spry antipuntura. Hanno intervistato Harlow all’interno della sala con la scritta ONSTAGE insieme ad un pezzo molto carino di sottofondo. Un bel lavoro veloce. C’erano ballerini locali che hanno aperto lo spettacolo ed altri che hanno ballato durante lo spettacolo. Il gruppo era forte e suonava in modo fantastico. Gli spettatori erano al settimo cielo. E la troupe video ha fatto una delle migliori riprese in diretta che io abbia mai visto. Le immagini sull’enorme schermo dietro la band erano splendide ed eravamo tutti molto colpiti. E siamo morti dalle risate nel vedere Richie che spruzzava all’impazzata spry anti-insetti dietro il collo di Chembo durante il suo assolo. Una bella serata per tutti. E anche una lunga serata. Ed i poverini del gruppo sono rimasti alzati fino alle 3:30 AM per prendere la corsa di ritorno all’aeroporto per riprendere l’estenuante viaggio pendolare per gli USA. Io ed Harlow siamo andati a dormire ed abbiamo dormito. Sebbene ci fossimo mossi ad ogni ora.

La mattinata era un po’ grigia ed io ho raggiunto il club benessere ed ho cercato di immaginare quanto era un Km sul tapis-rulant. Harlow ha fatto colazione e poi ci siamo incontrati con Magali (ndr Berardo), che aveva organizzato il lavoro. Ci ha portato ad un’agenzia di noleggio auto. E ci ha dato una mano perché cercavamo di trovare qualcuno che potesse aiutarci con il telefono cellulare che Harlow aveva affittato per il viaggio che non era ancora stato attivato. Ovviamente, la prima istruzione era di chiamare un numero verde. “Su che cosa?” abbiamo chiesto. In qualche modo la compagnia della sua carta di Credito e questa compagnia telefonica non si sono mai messe in contatto e noi avevamo telefonato gratis fino a quella sera. E quindi è iniziata la nostra avventura. Prima ci siamo persi cercando di trovare la via per l’autostrada. Ed abbiamo scoperto il miracoloso GPS che parlava una strana lingua tedesca che dovevamo riuscire a capire. Partendo ed entrando in Milano abbiamo classificato alcune delle più complesse ed impenetrabili provocazioni del mondo moderno. Quando siamo stati sulla A-12, che era l’autostrada per Genova, ed eravamo vicini il telefono era occupato ed io ho dovuto chiamare l’hotel per chiedere indicazioni, dove mi hanno risposto con il primo di tanti “E’ così semplice” dichiarazione che ogni volta significava “sarai così disorientato e confuso, che ti girerà la testa prima che tu lo possa immaginare”. Harlow aveva trovato un posto straordinario, Romantik Hotel Villa Pagoda (potete dare un’occhiata al sito web per farvi un’idea). E’ stata costruita all’inizio del 19esimo secolo come casa privata per un ricco commerciante. Era splendida sia dentro che fuori. Bellissimi giardini a terrazze. Una piccola piscina molto carina. La stanza era particolare e piena di personalità con una bella vista sui giardini. Eravamo affamati ed abbiamo ordinato uno spuntino in piscina. “Toast” di formaggio grigliato per me e prosciutto e formaggio per Harlow. Quindi sono andata un po’ in giro per la proprietà che era adorabile.

Giardini a terrazze e sentieri, e perfino un scala nascosta che conduceva ad una porta che sembrava portasse alla spiaggia ma che era bloccata. Abbiamo fatto il bagno e poi Harlow ha fatto un sonnellino ed io sono andata in giro per la città. Era Domenica ed era tutto chiuso. Sono andata al mare che era molto ciottoloso e la spiaggia era piena di bambini e ragazzini. Ho trovato alcuni parchi ed un museo che sembrava bello ma erano chiusi anche questi. Sono tornata quindi alla camera per riposarmi e per cambiarmi per la cena.


Vista dalla camera

Questo è stato uno dei pasti più straordinari del nostro viaggio.


E’ stato servito all’esterno, sotto delle tende bianche. Ci hanno versato dei bicchieri di Prosecco ed abbiamo ordinato un piatto di pesce, calamari ripieni da dividere come antipasto. Harlow ha ordinato una specie di fagottini di pasta che erano conditi con pomodori freschi e polpa di granchio.



Erano superbi! Ma prima c’era uno stuzzichino (o come si chiama in italiano) di anelli di calamari fritti che è stato servito con il pesce. Io ho ordinato come antipasto rotolo di tonno rosso su dei finocchi affettati.



Abbiamo bevuto una buonissima bottiglia di Vermentino. E come dessert la cameriera ha suggerito quello che si chiamava budino al cioccolato ma che era molto più simile ad un sufflè compatto ed era spettacolare. Dopo abbiamo fatto una piccola passeggiata. Le terrazze erano su più livelli. Abbiamo fatto delle foto dei bellissimi e (strani) interni.





Dei candelabri massicci, delle scale su più livelli e degli ingressi. E poi siamo crollati sazi in uno stato di stupore dovuto al Jet Lag ed abbiamo dormito sino al mattino quando Harlow ha mangiato un boccone di colazione, io ho sistemato la stanza e ci siamo imbarcati nella nostra successiva avventura: “Trovare l’Acquario”.

Ma prima diciamo due parole su come spostarsi in giro per l’Italia: intanto non è facile. Per prima cosa tutti i segni delle strade e vie sono sistemati veramente troppo in basso. Inoltre saltano fuori troppo vicino alle svolte ed hanno sempre un sacco di nomi e opzioni tra cui scegliere. E ci sarà sempre un camion davanti a te che ti oscurerà totalmente la visuale. Quindi dovrai svoltare all’ultimo minuto oppure sbagliare completamente strada. E poi mancano i segnali quando ti servono. Quindi ci è voluta oltre un’ora per arrivare perfino vicino all’acquario (che ci era stato scherzosamente detto fosse a 15-20 minuti di strada). Quindi abbiamo parcheggiato e camminato per ½ Km. Per poi scoprire che c’era un parcheggio proprio vicino. Ma il posto meritava. Stupendo ecosistema. Bellissime vasche di straordinarie creature marine. Ed abbiamo persino imparato ad identificare i pesci del porto da un documentario sulla natura che avevamo visto sull’aereo. Abbiamo visto addestrare i delfini e la nascita delle meduse, e c’erano persino delle aree per accarezzare le pastinache. Era un posto bellissimo e noi andavamo in giro a bocca aperta. Puoi vedere molti degli animali esposti da vicino e da sopra. Poi abbiamo trovato il nostro primo (e unico) Internet Cafè dove per puro caso sono riuscito a connettermi per alcuni minuti, ma Harlow non ci è riuscito e dopo avermi infastidito per 10 minuti mi sono staccato per cercare di aiutare lui, e poi nessuno dei due è più riuscito ad andare avanti.

Nel frattempo ci siamo diretti verso il Mar Ligure dove dovevamo trascorrere in successivi due giorni. Questo è stato probabilmente il trasferimento più facile che abbiamo fatto. Il tempo era magnifico e soleggiato e non troppo caldo. Siamo usciti prima dall’autostrada così abbiamo potuto scoprire i dintorni. Un bellissimo stabilimento balneare sul mare a destra. Il nostro hotel era un po’ in fuori rispetto a quel che avremmo voluto. Ma alla fine siamo stati contenti al Versilia Palace Hotel di Pietrasanta. Ci siamo registrati e siamo stati condotti alla nostra stanza che era un’altra carinissima stanza, molto particolare e con personalità. Arredamento scompagnato ed una fantastica terrazza soleggiata con vista sulla piscina. La camera era sufficientemente confortevole con scrittoio e armadi capienti. Abbiamo disfatto i bagagli velocemente e ci siamo cambiati per andare in spiaggia. Stavamo morendo di fame e abbiamo trovato un ristorante di pesce che dava ancora da mangiare (alle 3.00 può essere difficile mangiare pranzo in Italia). Ci siamo fermati ed abbiamo preso posto ad un tavolo all’aperto, abbiamo ordinato un’insalata di mare ed una grigliata mista. L’insalata era una montagna enorme di gamberetti perfettamente sgusciati ed anelli di calamari e polipo. La grigliata di Harlow era un meraviglioso assortimento di pesce. Ma prima dell’insalata ci hanno portato due caraffe di olio di oliva e aceto con piccoli tappi a cupola. Li abbiamo capovolti ma loro non hanno versato. Li abbiamo agitati e scrollati ed è fuoriuscito qualcosa, Harlow ha scoperto che dovevano essere stappati e tutto intorno c’erano spruzzi. A quel punto l’olio era sparso per tutto il tavolo e sulle nostre braccia: Ed il proprietario del ristorante cucinava nel retro ridendo. Il pane ed i grissini erano deliziosi ed ogni piatto è stato meraviglioso come il cappuccino dopotutto. E poi abbiamo avuto il nostro primo pazzesco incontro con il conto. C’erano tutte queste spese extra che non abbiamo riconosciuto. E’ venuto fuori che dovevamo pagare per il pane e per la biancheria. Ed ogni tanto ci sono le spese per il coperto. Ed ogni tanto le spese per il servizio. E qualche volta devi dare la mancia e altre volte no. E pure alla fine del viaggio non avevamo capito il senso di tutto ciò e probabilmente abbiamo speso un sacco di soldi in giro per l’Italia.

Abbiamo raggiunto la spiaggia dopo pranzo e ci siamo stupiti di trovarla non molto affollata. L’intero litorale (chilometri) era una fila continua di stabilimenti balneari che si distinguevano l’uno dall’altro solo dal colore degli ombrelloni e degli sdrai in ognuno. Molto per le famiglie. La sabbia era bella e scura e l’acqua super pulita e ci siamo rinfrescati. E come le spiagge del sud, con acqua estremamente bassa per un lungo tratto. Ci siamo tuffati per un bel po’ e poi ci siamo stesi per asciugarci. Ed abbiamo anche notato che quando guardavamo lontano dall’acqua, c’erano delle magnifiche cime innevate in lontananza tutt’intorno la strada. Abbiamo poi scoperto che la neve bianca era in effetti marmo. E che nonostante il marmo costoso dell’area di Carrara alla quale eravamo molto vicini, c’era ancora un buon filone in quelle montagne. Harlow è tornato indietro per un sonnellino ed io ho fatto una lunghissima e goduriosa passeggiata lungo la spiaggia. Quindi mi sono incontrato con Harlow in piscina, che era grande e così calda che mi sembrava di stare in una sauna. Sembrava di stare in Paradiso!! Abbiamo incontrato una coppia di sposi provenienti dallo stato di NY che erano in giro da alcuni giorni e ci hanno raccomandato il ristorante dell’Hotel per la cena.

Abbiamo fatto la doccia nella nostra sala da bagno, quindi abbiamo preso dell’acqua tonica dal minibar, e abbiamo visto alcune vie laterali molto carine, abbiamo trovato un bel negozio di gastronomia ed abbiamo deciso di cercare la piazza della quale avevamo visto le foto. Dopo esserci persi alcune volte ed esserci quasi uccisi l’un l’altro, abbiamo rinunciato. Harlow è rimasto mentre io ho passeggiato ancora un po’. Ho trovato un branco di oche estremamente grasse sotto un ponte lì vicino. Poi mi sono incontrato con Harlow alle 8 nella sala da pranzo. Entrambi abbiamo ordinato il buffet di antipasti. E’ stato uno dei più straordinari banchetti che io avessi mai visto e veramente mi dispiaceva persino ordinare un’entrée. C’erano prosciutto e melone, aringhe e acciughe fresche, zucchine grigliate a bastoncini e un misto di tenere fette di melanzane grigliate. Ciuffi fritti ripieni di pesce e verdure, cuori di palma e gamberi in insalata con pomodori secchi. Peperoncini gialli e rossi. Tartine ovali spalmate sia con il salmone che con il pesto e pomodori. Insalata verde mista. E altro ancora. Ognuno più grazioso e delizioso dell’altro. Abbiamo stappato una bottiglia di Pinot grigio (favoloso) accompagnato da un pane delizioso. Quindi ci hanno servito un risotto di pesce (non ben mescolato) ed una sogliola grigliata con burro al limone che è stata pulita e sfilettata appositamente per noi da mani esperte. Accompagnata da patate a rondelle.

Il dessert non ci attirava molto quindi abbiamo optato per un gelato più tardi. Abbiamo fatto una passeggiata fino alla bancarella che avevamo trovato precedentemente ed ognuno di noi ha preso due gusti. Yum! Abbiamo camminato per le strade e ci siamo fermati all’anello di pattinaggio al cui interno dove bambini e ragazzini stavano girando con musica e macchina del fumo. Veramente bizzarro, inaspettato e di intrattenimento. E poi siamo tornati indietro giusto in tempo per crollare. Era piacevole sapere che saremo rimasti 2 notti nello stesso posto.

Martedì mattina ho fatto una lunga passeggiata mentre Harlow è rimasto in spiaggia a poltrire e questo è lo scenario che mi si è presentato. C’erano quasi esclusivamente giovani madri con bambini e nonni. Nessun ragazzo giovane ed un gruppetto di padri di mezz’età tutti insieme. Ognuno sulla spiaggia era in gran forma. Di tutte le età. Tutte le donne sembrava che avessero lo stesso corpo snello e con le gambe lunghe. Persino le nonne indossavano il due pezzi e sembravano più in forma di quanto lo sono mai stato io a 20 anni. I bambini erano bellissimi e tutti snelli. Tutte le ragazzine avevano la stessa pettinatura con 2 piccole mollette. Quindi ho pensato che i padri fossero tutti al lavoro e che probabilmente sarebbero venuti al mare durante il fine settimana. Ed i nonni accudivano i bambini.



Abbiamo preso la macchina e ci siamo diretti verso Lucca, una città circondata da muri e fossati rinascimentali. Ed ancora una volta abbiamo fatto in modo di arrivare durante la siesta. Abbiamo parcheggiato in uno spazio dove non eravamo sicuri fosse autorizzato. Ed abbiamo girato e rigirato a lungo prima di capire come entrare nella città vecchia.





Harlow cercava una banca tedesca che diceva ci avrebbe dato l’unico cambio decente. Io stavo cercando di trovare alcuni ristoranti che erano raccomandati dalla guida Lonely Planet ma non sono stata assolutamente capace di trovare le vie ed alla fine ci siamo seduti stanchi ed affamati in una pizzeria in una piazza veramente squallida che era la sede di un corso musicale (grande festival di personaggio tipo Santana) ed abbiamo mangiato la nostra prima pizza, una quattro stagioni per Harlow e una ai funghi per me. Non male. Quindi abbiamo ripreso la via del ritorno, ci siamo fermati ad una bellissima chiesa che era piena di pezzi d’arte e statue stupende ed una stranissima scatola di vetro che conteneva il corpo mummificato di un qualche santo (ho tirato ad indovinare). Molto strano. Quindi pregando per tutta la strada siamo arrivati alla machina che non era stata rimossa e siamo tornati al nostro hotel. Abbiamo tentato ancora una volta di trovare la piazza e quindi siamo tornati alla nostra camera. Io volevo raggiungere la spiaggia per una nuotata ma ero talmente stanca che mi sono sdraiata per un po’ e ho raggiunto la piscina per un giro e quindi mi sono cambiata per la cena. Ho fatto una rapida passeggiata per prendere delle fotografie dell’originale e bizzarra giostra dietro l’angolo.






Ed ho trascinato le mie stanche membra fino all’hotel dove abbiamo ricevuto esplicite direzioni (così semplici) per la piazza del parcheggio in questione alla stazione degli autobus, siamo passati attraverso una galleria e quindi attraverso un arco ed in questo c’era una magnifica piazza. Tonnellate di gallerie. Arte moderna e piccole chiese piene di antichità, le une di fianco alle altre. Una scultura pantagruelica di un piccione. Murales selvaggi sui muri delle costruzioni. Era come una bellissima fantasia. Abbiamo mangiato in un ristorante raccomandato dal nostro portiere (abbiamo notato che la maggior parte dei portieri erano giovani donne con lunghi capelli ricci e scuri ed occhiali con la montatura nera, dei personaggi) Inoteca Harlucci (o qualcosa del genere) un posto serio con una grande area per sedersi all’esterno mentre l’interno era lungo, scuro e stretto, con tavoli stretti, scuri e lunghi ed allineate su entrambi i lati un migliaio di bottiglie di vino.



Una stanza fuori aveva dei forni a legna e dei cuochi che lavoravano all’impazzata. E poi un’altra stanza sul retro. Ogni posto a sedere aveva un giocattolo antico con il quale si poteva veramente giocare. Era caldo all’interno ed io ho cominciato a sentirmi un tantino nauseata quella sera quindi abbiamo optato per l’interno. Ho preso un carpaccio di pesce al pepe che sembrava prosciutto. Harlow ha preso un piatto di prosciutto (che non sapeva di pesce). Ed ha ordinato del baccalà (merluzzo salato) che era gradevolmente arrostito ma morbido e bianco all’interno. L’ha mandato in estasi. Io non ero molto affamata ed ho preso un’insalata di pomodori con aceto balsamico. Abbiamo stappato una bottiglia di Vermentino, e una favolosa torta ai fichi di dessert veramente speciale che abbiamo divorato in tempo record. E quindi siamo tornati a piedi alla macchina. La piazza era persino più bella nell’oscurità ma io sentivo seriamente il cambiamento di tempo ed ho voluto tornare all’hotel. Ero dispiaciuta perché una volta vista questa piazza sapevo che sarebbe stato uno spasso esplorarla per ore.



La mattina dopo mi sentivo ancora abbastanza male. Stanca e con la nausea. Ho messo a posto mentre Harlow faceva colazione e quindi ho fatto una veloce passeggiata sulla spiaggia che mi ha fatto sentire un po’ meglio. Quindi in macchina, in viaggio verso Rapallo. Stavo iniziando a pensare di soffrire di mal d’auto. Per questo non ero una gran compagnia per Harlow che cercava disperatamente di intrattenermi mentre io stavo disperatamente cercando di non vomitare. Ancora una volta ci siamo piacevolmente intrattenuti con il GPS in tedesco ed abbiamo trovato la bellissima piccola città portuale abbastanza facilmente, però siamo diventati pazzi per cercare il nostro hotel, Eurotel, che si è scoperto si trovava su di una collina di cui non eravamo a conoscenza. Anche se era il momento della siesta, il luogo sembrava meraviglioso. Molto riviera francese (Nizza in particolare). Ci siamo registrati – e qui una parola sugli hotel Italiani. In molti dei posti dove siamo stati non c’erano i fattorini. E pochissimi servizi, che sarebbe stato realmente carino avere. L’unico problema era che c’erano sempre delle graziose scale da salire con tutte le valigie. Gli ascensori erano minuscoli. Grandi appena come una bara per contenere noi e i nostri bagagli. La nostra stanza era molto divertente con una spettacolare vista sul mare. Harlow ha ipotizzato che forse era veramente un condominio che era stato affittato come camera d’hotel. C’era un’area chiusa schermata all’esterno che avrebbe potute essere una cucina. Ed alcune porte chiuse che avrebbero potuto contenere effetti personali. E il letto era veramente un letto di Murphy. Con grandi angoli appuntiti dai quali abbiamo tolto la polvere con le gambe. Mi sentivo male, ma siamo scesi alla bellissima striscia di incredibili ristoranti vicino all’acqua ed abbiamo trovato un posto semplice e carino dove Harlow ha ordinato pasta con il pesce e io ho ordinato un antipasto che si chiamava “fantasia de fruites de mare” (traduzione fantasia di frutti di mare. Mi fa ancora ridere) Hanno dimenticato il mio piatto da qualche parte mentre Harlow aveva praticamente finito. Ma avevano un pane incredibile che sembrava un piccolo semolino e aveva un po’ il gusto del lievito naturale quindi non mi sono lamentata. Siamo poi andati a Portofino. I panorami lungo la strada erano spettacolari. Piccole città caratteristiche e acque blu e grandi yacht e scogliere con incredibili abitazioni appollaiate su di esse. Ma la città in se stessa è stata una delusione. Carina come una fotografia con strade di acciottolato. Con gruppi di turisti che facevano fotografie e compravano souvenirs e poco altro. Quindi siamo tornati a Rapallo che abbiamo concordato fosse una città più tranquilla.



Harlow è tornato alla piscina dell’hotel ed io sono andata un po’ in giro per la città. Alcuni dei negozi avevano appena aperto. Ho visto persino alcuni bellissimi tessuti. Ed un negozio di casalinghi che mi ha fatto impazzire. Ed ho cercato di trascinarmi in cima alla collina del nostro hotel. Harlow era in piscina quindi mi sono cambiata, ho preso degli asciugamani e siamo rimasti fuori un po’. Quindi dopo essermi arrostita sono andata a schiacciare un pisolino. Harlow deve aver pensato di essere morto e arrivato in paradiso. Di solito mi piace andare in giro e vedere ogni cosa quando lui dorme. Ma questa volta mi sentivo così male che non mi sono nemmeno alzata per cenare. Ma mi dispiaceva per lui, così abbiamo preso la macchina e siamo scesi dalla collina , e mentre cercavamo parcheggio, abbiamo trovato una piccola pizzeria che aveva uno stupendo servizio con animazione (tranne a pranzo) ed io ho ordinato una pizza che era l’unica cosa che desideravo. Harlow ha preso la sua bistecca con spinaci ed era altrettanto felice. Ha mangiato anche un po’ della mia pizza. Abbiamo ordinato dei profiteroles e ci siamo sorpresi nel ricevere due piccoli bignè ripieni di crema e con una copertura di mousse al cioccolato con scaglie di cioccolato fondente. Li ho persino attaccati con brio. Poi nonostante la mia determinazione di fare una passeggiata per la città per vedere le luci, ecc. sono dovuta ritornare a letto.

Avremmo voluto fare un giro con il taxi al mattino ma io non mi sentivo bene. C’era anche un rinomato mercato di vestiario il martedì, ma abbiamo pensato che fosse meglio partire. Dovevamo andare a Milano nel pomeriggio, ma avevamo programmato di fermarci a Serravalle Scrivia, un outlet che ci era stato raccomandato. Ma ci avevano detto che era ad Alessandria e quindi abbiamo guidato fino là, e siamo finiti a guidare in tondo per ritornare da dove eravamo venuti. Ci siamo persi stupidamente. Ma molto meglio che chiedere informazioni. E’ un altro argomento di discussione: gli italiani ti daranno sempre delle indicazioni. Anche se non hanno la minima idea di dove tu stia andando.Sembra che vogliano darti la spiegazione a tutti i costi piuttosto che ammettere che non lo sanno. Quindi con la combinazione “pessima segnaletica” ed ancor “peggiori indicazioni” abbiamo girato un bel po’. Ma abbiamo trovato il Centro commerciale, era grande, affollato e pulitissimo e c’erano caffè, gelaterie, bagni e telefoni ovunque. Harlow voleva vedere delle scarpe ed io ho iniziato a provarne alcune e la terapia dell’acquisto mi ha fatto veramente sentire un po’ meglio. Harlow ha trovato 4 paia di scarpe in 10 minuti. Io ne ho trovate 2 paia che lui mi ha indicato. Quindi ci siamo diretti alla sezione successiva che era più dispersiva. Lui ha trovato una giacca e 5 magliette e della biancheria intima. Ho iniziato a pensare che c’erano altri negozi e volevo essere sicuro che Harlow fosse occupato. Ma non ci sono andata vicino così come ci è andato lui. Ci siamo fermati per pranzo ed abbiamo preso panini e cappuccino. Il mio era delizioso e mangiare mi ha fatto sentire un po’ meglio. Poi abbiamo trovato un grande e fornito supermercato ed abbiamo comprato alcune piccole cose; e quindi eravamo arrivati all’ultima parte del nostro viaggio. Il rientro a Milano.



Ci siamo arrangiati a trovare la città, ma trovare il nostro hotel (Gran Duomo) è stata totalmente un’altra cosa. Ogni volta che chiedevamo indicazioni ci andavamo vicini ma non arrivavamo da nessuna parte. Harlow si è arrangiato per trovare il centro città, e la Scala che è stata una vera impresa. Ma le indicazioni per l’hotel erano tortuose ed inutili. Alla fine ho chiamato l’hotel e mi è stato detto di prenotare un taxi e di seguirlo. Dopo ancora alcuni tentativi abbiamo fatto in questo modo. E persino il taxista, un tipo navigato, ha dovuto chiedere delle indicazioni. Ma ci siamo arrivati (ci è voluto oltre un’ora) e le nostre camere erano senza aria condizionata, il telefono era rotto (bloccato) ed una lampada mancava. Ci siamo cambiati e siamo andati in giro per alcuni minuti per cercare un ristorante che servisse cena presto. Ne abbiamo trovato uno che sembrava promettente Ristorante da Bruno, abbiamo camminato ancora un po’ e poi abbiamo deciso di mangiare lì. Dopo che ci siamo seduti ha iniziato ad arrivare gente. Quattro ragazze americane erano sedute vicino a noi. E’ venuto fuori che quel ristorante era stato raccomandato da Rick Staves e loro avevano faticato particolarmente per poter mangiare lì. Eravamo eccitati. Io ho ordinato una grigliata mista e Harlow ha ordinato linguine con molluschi bianchi e abbiamo consumato una bottiglia di vino. Ci hanno dato dei piatti di bruschetta. Erano deliziosi. Il cibo era divino e perfetto. Come dessert abbiamo preso del tiramisù. Le parole non possono descriverlo. E’ stato fantastico, il più bel ultimo sapore di Milano. Ed io mi sentivo molto meglio.

Siamo tornati faticosamente indietro alle nostre stanze afose, ci siamo preparati ed abbiamo cercato di dormire qualche ora prima della nostra sveglia alle 03.30 AM. Naturalmente il portiere non ci ha dato una mappa per arrivare all’aereoporto come ci aveva promesso. E quello di turno era dolce ma incapace. Quindi alle ore piccole, noi guidavamo in tondo e prendevamo diverse direzioni da vari gufi notturni. E dopo aver percorso probabilmente per lungo tempo la strada più lunga, siamo arrivati all’autostrada ed abbiamo trovato la direzione per l’aereoporto ed abbiamo guidato per un’ora e quindi abbiamo pensato di esserci persi nuovamente quando eravamo arrivati quasi vicino, ma Harlow ha trovato la discesa per le auto, quindi abbiamo trascinato i bagagli al terminal ed abbiamo fatto il check-in e preso il primo volo. Un altro piccolo e scomodo aeroplano. Ci hanno dato del caffè ed alcuni panini decenti. Ma non abbiamo avuto il tempo di fare un pisolino. Abbastanza tempo invece per passare attraverso lo splendido aeroporto di Amsterdam e prendere il nostro volo successivo. Sette ore di KLM, è stato un lungo volo. Eravamo stanchi morti. Ma dormire non è stato facile. Abbiamo guardato dei film e mangiato tutto ciò che ci hanno portato ed io iniziavo di nuovo a stare male. Siamo atterrati a Newark ed abbiamo ritirato i bagagli. Se n’era perso solo uno. Una grande valigia morbida piena della nostra biancheria sporca. Ma noi tenevamo veramente molto ad ogni cosa che era in quella borsa, incluso ognuno dei miei costumi da bagno. Siamo arrivati a casa alle 2 PM. Siamo stati accolti da due adorabili gattini la cui pelliccia sembrava essere cresciuta prodigiosamente da quando li avevamo lasciati (erano stati tosati a giugno) Sasha faceva le fusa a pieni polmoni e Shopie cercava di farci credere che non era eccitata di vederci. Abbiamo disfatto i bagagli ed io ho ritirato la valigia ed Harlow aveva oltre 1000 e-mail a cui rispondere. Io ne avevo circa 700. E per nostra fortuna erano tutte doppie. Abbiamo cercato di stare alzati fino alla sera. Abbiamo tenuto cercando di riprendere fiato una seconda e una terza volta e alla fine siamo crollati. E la nausea è scesa nuovamente su di me. Gran tempismo.
Sabato è stato un fiasco per me. Sono stata male tutto il giorno. Harlow ha passato delle ore al telefono cercando di mettersi in contatto con la KLM. Finalmente ha trovato una persona che ha localizzato il nostro bagaglio ancora in Italia (era chiedere troppo darci un colpo di telefono quando avevano l’informazione). Domenica niente nausea! Yay! Di nuovo fuori. Booooo! Abbiamo visto la mia nipotina e il mio nipotino per colazione. Jonathan è un piacere. Sta lavorando come agente sportivo. E’ un ragazzo delizioso e molto attraente. Stephanie è una fantastica ballerina/attrice/cantante con molto talento. Speriamo di poter vedere molti giovani come loro in futuro. Sono stata in giro come un cowboy zoppicante per alcuni giorni. Martedì mattina alle 6 AM il nostro bagaglio si è fatto vivo. Fortunatamente siamo stati presi da ore di jatlag e andavamo a dormire presto per svegliarci a delle ore infelici. Finalmente riuniti ai nostri abiti perduti avevamo 50 libbre di roba per la lavanderia. Io iniziavo a stare meglio. Harlow stava presentando tutti i miei sintomi. Ho trascorso la giornata dal dentista e risparmiando una fortuna per non aver avuto bisogno di incapsulare un dente. E quindi ho avuto dei doveri giurati. Ma eravamo felicemente a casa. Anche se ora mi prenderei a pugni per non aver comprato alcun prodotto Italiano. Specialmente l’olio d’oliva. La prossima volta niente malesseri, solo shopping. Sophie e Sasha sono tutto intorno a noi. Più graziosi del solito (se possibile). E siamo a casa fino al nostro prossimo viaggio.




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Un ringraziamento speciale a...
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