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Le recensioni de LaSalsaVive
Louie Ramirez durante l'epoca del Boogaloo: IN THE HEART OF SPANISH HARLEM e ALI BABA
By Claudio "Claude"
Finalmente lo scorso Settembre 2006 è stato stampato su CD dalla Divisione Mercury del Giappone (=terra di collezionisti di salsa), “In The Heart Of Spanish Harlem”, un ignoto ma bel vinile del ’67 di Louie Ramirez, detto “El Genio de la Salsa” per la sua versatilità musicale, ma anche “The Quincy Jones of Latin Music” per gli innumerevoli arrangiamenti eseguiti sui brani di altri artisti.
Quest’uscita segue di poco quella di Ali Baba (del ‘68), altro bell’album di Latin Soul che la scorsa primavera ci è stato riproposto rimasterizzato – e bene – da Emusica, la Discografica di Miami che ha acquisito la Fania Records nel 2005.
Con questi due album abbiamo perciò una visione abbastanza significativa del percorso artistico dell’autore durante la Boogaloo Craze, che fece impazzire New York nella seconda metà degli anni ’60, subito prima del boom della Salsa in generale e della Fania Records in particolare.
Louie Ramirez nasce a New York nel ‘38, studia piano classico in età scolare, frequenta il Juilliard (il “Conservatorio” cittadino) ma viene folgorato dalla musica latina dopo esser stato a un concerto del pianista Noro Morales; il suo primo ingaggio da orchestrale avviene nel ‘56 come vibrafonista del quintetto di Joe Loco (che era suo parente acquisito), nello stesso periodo suona anche con Vicentico Valdés, José Curbelo e Charlie Palmieri, nei primi anni ’60 compone insieme a Pacheco alcuni brani del suo LP d’esordio (curandone anche gli arrangiamenti), suona i timbales per Sabu Martinez, mentre il suo debutto come Bandleader avviene nel ‘63 (“Introducing Louie Ramirez”) seguito da altri due LP: nel ’66 esce il noto Vibes Galore col suo Conjunto Chango (l’album che contiene Chin Chon Chow ed El Titere) ed arriviamo quindi nel ’67 a:

L’album ovviamente spezza con la onda Mambo e Latin Jazz che aveva caratterizzato le sue opere e quelle di molti altri artisti emersi insieme a lui negli anni ’50; anch’egli si getta nella mischia del Boogaloo che detta legge nei locali di New York durante la seconda metà degli anni ’60: e lo fa nel suo stile, con splendidi risultati.
- Lucy’s Spanish Harlem / El Harlem Español De Lucy (Salsa):
“Taxi! Taxi!”, “Eccomi qui, dove ti porto?”, “Ad Harlem, Nitty Gritty Park!”, “Ma chi vai a trovare?”, “Laaa miaaa Donna… Luuucy!”, “Oooooh, Lucy Lucy Lucy!!!”
L’aria è decisamente quella scanzonata, allegra e pimpante di una Guaracha, il ritmo è quello solido e ben scandito di un veloce Son Montuno e il canto – in inglese – è chiaramente mutuato dalla tradizione Soul dell’epoca, con alcuni vocalizzi che ricordano a tratti il Joe Cuba dello stesso periodo; non a caso, tra i tre compositori del brano troviamo anche Jimmy Sabater, qui impegnato anche nel coro: Guaracha, Son Montuno e Latin Soul, più “Salsa” di così si muore!
Il brano da solo giustificherebbe in sé l’acquisto del CD, perché oltre ad esser bello, allegro ed entusiasmante, è pure ballabilissimo dato il tempo medio su cui è eseguito e la “presa” che suscita al primo ascolto.
E fu il suo primo ascolto che richiamò subito la mia attenzione esattamente otto anni fa, quando lo sentii da un mangiacassette di una bancarella di orologi del mercato di Cali; “Si chiama Lucy’s Spanish Harlem”, mi informava il Colombiano mentre mi proponeva una delle sue sveglie da comodino, e da allora cercai il brano per ogni dove, arrendendomi nel momento in cui capii che era solo su vinile, e su nessuna compilation in CD…
Adesso il CD è uscito, e questo gioiello di fusione tra Salsa e Latin Soul è finalmente disponibile per chi ascolta e per chi balla.
- New Breed / La Nueva Raza (Mambo/Mozambique/Descarga):
Inizia come un Mambo, poi dopo un minuto e 15 si sviluppa in Mozambique e infine in Descarga su cui si alternano trombone e tromba, per poi lasciare spazio agli splendidi timbales di Louie che chiudono maestosamente il brano; il giro armonico è sempre lo stesso, incessante ed incalzante, dall’inizio alla fine, con il coro – in inglese – che ci parla della nuova Onda Musicale: un brano delizioso che mi immagino di ballare su movimenti Afro… - Louie’s Mozambique / Mozambique De Louie (Mozambique):
Un gran bel Mozambique in spagnolo, altra onirica suggestione Afro per il mio individuale ballo immaginario… ma perché in sala non si spezza con queste cose così tribali? Anche qui il trombone e le trombe adornano di urbanità questo genere Afro-Latino, in cui il tintinnio delle percussioni la fa da padrone. - Love It Up / Viva El Amor (Boogaloo):
Un Boogaloo in inglese, che sa più di Rock che di Latin! - The Crazy One- Un Loco (Guaracha):
Brano piacevolissimo (in spagnolo) che parla di un tizio che preferisce mangiare il jamon invece di andare al vacilon; la struttura ha lo standard di molti “bailables” con l’introduzione cantata dal solista, il coro “montunato”, lo stacco, lo strumentale “trombonato” ma non aggressivo, altro coro, altro stacco, altro strumentale, e termina sfumando: un brano ottimo per la pista. - Boogie Man – El Hombre Cuco (Shing-A-Ling):
Uno Shing-A-Ling in inglese che sa di Soul ma senza dimenticarsi del Latin! Buon ritmo non mente, ma anche le armonie qui son quelle a noi familiari; brano bello carico che sul finire vede una tromba duettare col coretto “urlato”: anche qui, sebbene non tra i compositori, Jimmy Sabater fa sentire la propria impronta vocale. - Thinking Of You – Pensando En Ti (Bolero/Doo Wop):
Un Bolero in inglese adornato dal vibrafono di Louie Ramirez e con armonie vocali alla Frankie Lymon, il Re del Doo Wop. - The Bigshot – El Papaso (Son Montuno):
Un classico e piacevole Son Montuno a tempo medio, ben scandito, cantato in spagnolo, proponibile alla pista per un Cha Cha - Coffe Bread – Café Y Pan (Guajira-Cha):
Stesse considerazioni del brano precedente… - I Hear a Bembé – Oigo Un Bembé (Guaguancó):
Un bel brano così caro all’autore che verrà poi riproposto in versione più lunga nell’LP Pete & Louie; il Bembé è la festa che si svolge con i tamburi omonimi: brano allegro, carico e ballabile.
ALI BABA

Questo album del ’68 celebra l’ingresso di Louie Ramirez nella scuderia Fania, dopo essersi fatto notare per una dozzina d’anni non solo come musicista, ma anche come compositore ed arrangiatore di numerosi e famosi artisti; la trama di tutto l’LP è una rivisitazione in chiave musicale della favola di Ali Baba, laddove i ladroni sono i musicisti che tentano di “rubare” l’attenzione dell’ascoltatore e la “caverna” il cui sesamo si cerca di aprire sono i magazzini Fania pieni di “tesori” sotto forma di nuovi ritmi musicali: qui oltre al talento viene fuori anche il suo humour…
- Ungawa (Boogaloo):
“Mi chiamo Ali Baba e spero che prendiate quest’album, devo comprarmi un paio di cammelli!” Dopo questa breve introduzione parlata, inizia un tranquillo ma coivolgente Boogaloo a tempo medio, in inglese prima e in spagnolo poi. - El Titere (Guaguancó):
Forse il brano più noto della sua carriera pre-romantica, era stato presentato per la prima volta adornato di vibrafono in Vibes Galore nel ‘63, mentre qui viene riproposto nella stessa lunghezza ma in versione più aggressiva per i timbales, e cantato in spagnolo da Rudy Calzado. - I Dig Rhythm (Boogaloo):
Le caratteristiche di questo bel Boogaloo sono i vocalizzi di Louie Ramirez e Jimmy Sabater inframmezzati tra gli stacchi musicali, e la splendida citazione dei vocalisti e dei trombettisti del noto naaa-na-na-na-naaa di Land of a Thousand Dances (Wilson Pickett), che noi conosciamo come ritornello della colonna sonora del film di Robert Altman: Prêt-à-porter” (Here Comes The Highstepper). - 4 What Can I Do (Doo Wop/Boogaloo):
Il lato romantico di Louie emerge in questa lenta balada in inglese, che accelera in Boogaloo sul finale; per avere un’idea del genere, basti pensare a tutti i lenti che ha composto Joe Cuba. - Cookin’ With Ali (Son Montuno/Boogaloo):
Gran bel Son Montuno a tempo medio da ballare a Cha Cha, magistralmente “soneado” in spagnolo da Rudy Calzado, dopo un minuto e 30 l’aggiunta dei piatti lo colora di Boogaloo, per poi tornare al ritmo originario; questo era l’ultimo brano del “lato A” dell’album, per cui Louie ritorna con la sua “voce fuori campo” ed incita l’ascoltatore così: “Vuoi vincere qualcosa? Gira il disco!” - Ali Baba (Boogaloo):
Voce fuori campo: “Ooooh, hai girato il disco? Non pensavo l’avresti mai fatto!” Il brano è un tranquillo Boogaloo con un elegante giro di piano su cui duettano in inglese i due cantanti che lasciano poi lo spazio al solo di tromba. - Cachita (Rumba/Son Montuno):
Classico rivisitato in chiave moderna per l’epoca, con Louie Ramirez che esegue un solo di piano nella parte centrale. - It’s Not What You Say (Boogaloo):
Un bel Boogaloo dove coro e trombe si alternano melodicamente. - Yambu (Descarga):
Una strepitosa e ballabilissima Descarga, con gli stacchi marcati da un coivolgente riff di tromba, (di quelli che concludono con taaa-dà!) è uno dei brani più coivolgenti di tutto l’album, che chiude perciò in bellezza; riappare la voce fuori campo “Ok Folks, questo è tutto, e se non vi piace potete comunque regalarlo a vostra suocera!”
La carriera musicale di Louie Ramirez lo vedrà sempre in crescita, basti dire che il suo successivo lavoro al di fuori della propria orchestra sarà a fianco di Tito Rodríguez, e che nel ’75 Masucci gli affiderà gli arrangiamenti di numerose orchestre della Fania per la sua abilità di abbinare raffinatezza musicale con proponibilità al pubblico delle sale da ballo.
Ma l’ultima “novità” in termini artistici l’avrebbe partorità nell’82 quando gli fu chiesto di arrangiare in Salsa la “Balada”; ne uscì un album in collaborazione con Ray De La Paz, Noche Caliente, che includeva la nota hit “Mentirosa” e che diede il via al filone della Salsa Romantica nella migliore delle sue forme ossia senza il ricorso a giochetti di immagine né a melensaggini musicali, e mantenendo centrale l’interesse verso la buona musica e la tradizione del Son Montuno.
Undici anni piu tardi, dopo due infarti e un ictus, ignorando il monito a lasciare le scene, morì a causa di un terzo infarto nel ’93, lasciandoci una ricca produzione a suo nome ed una sterminata serie di arrangiamenti eseguiti per i piu disparati musicisti.

By Claudio “Claude”
Letto qualche vaccata? Correct any entry? Dillo al Claude




