» Salsa retro, il nuovo disco dei Son de Tikizia

» Ray Perez, Teo Hernandez e i Los Dementes italiani al Salsa Vintage Festival 2009 di Ginevra

» Los Dementes al Roma Salsa Festival 2008

» Il concerto di Issac Delgado a Milano

» Magia Caribeña – Llego la Salsa 2 parte

» Perucho Torcatt: speciale radio di Gherson Maldonado

» 5 anniversario Lasalsavive con Ray Perez e Teo Hernandez

» Bailatino - La resistencia (2008): nuovo disco

» Il concerto di Ruben Blades a Milano

» 50 anniversario della Bossa Nova

» Il nuovo album di Willy Chirino: Pa'lante

» Hector Lavoe: El flaco de la salsa gorda

» VitÍn Avilés – Con Mucha Salsa

» Lebron Brothers: Salsa y Control, una questione familiare

» Le opinioni sul film "El Cantante" di Willie Colon e Ruben Blades

» Recensione del concerto di Horacio El Negro Hernandez al Teatro Rossini di Lugo (RA) - 10 Luglio 2007

» Il concerto dei Lebron Brothers (Hermanos Lebron) al Festival LatinoAmericando di Milano - 30/06/07

» La collaborazione di Willie Colón e Rubén Blades alla Fania Records

» Concerto di Ray Mantilla a Bologna 8-9-10 Maggio

» Omaggio per il sessantunesimo compleanno di Papo Lucca

» Viaggio a Panama: incontro con Francisco Buckley in arte BUSH

» Louie Ramirez: IN THE HEART OF SPANISH HARLEM ed ALI BABA

» Addio James Brown: il suo concerto di Forlì

» Le vacanze italiane di Larry Harlow

» Concerto di Eddie Palmieri al Teatro delle Muse (AN)

» Scompare Israel Kantor

» Rafael Cortjio e Ismael Rivera - Con todos los hierros

» Ray Rodriguez - Introducing Ray rodriguez and his Orchestra

» Tito Rodriguez - El Doctor de la Salsa

» Ray Perez - Le raccolte

» Charlie Palmieri - El Gigante del Teclado

» Dudu - Ny Day 1

» Dudu - Ny Day 2

» Dudu - Ny Day 3

» Dudu - Ny Day 4

» Dudu - Ny Day 5


Le recensioni de LaSalsaVive

MAGIA CARIBEÑA – LLEGO LA SALSA II PARTE


di Claude




Il mondo della Salsa Classica sembra irrimediabilmente confinato – a livello creativo – negli anni passati; ciononostante, vuoi per una riscoperta della medesima, vuoi per la diffusione indotta dal facile accesso ad Internet, si assiste oggigiorno ad un vero e proprio boom di reinterpretazioni (le cosiddette “cover”), tra le quali alcune son “sincere” ed efficaci, ed altre un po’ meno.

Tutti i generi musicali son stati oggetto di rifacimenti e la Salsa Classica non ha fatto certo eccezione fin già dagli anni ’60 e ’70 quando il sound adottato era praticamente lo stesso (lo scopriamo oggi con l’emergere delle versioni “viniliche” di orchestre ignote i cui dischi vengono definiti su Ebay come “rare and obscure”); quando però a cimentarsi con successo in questa opera c’è un gruppo contemporaneo, allora bisogna veramente dargli atto di essersi “distinto”.

Il fatto è che, dopo decenni di disco music, musica “elettronica” e scontatezza compositiva volta a compiacere radio e discoteche (unitamente ad una “estetica sonora” che si è fatta sempre più “pulitina”), riesce difficile a molti arrangiatori coniugare il gusto del passato con quello attuale.

Un ottimo esempio ci viene però fornito dall’orchestra Magia Caribeña del timbalero Federico Jr., il figlio di Federico Betancourt, direttore del mitico Combo Latino; “Llegó La Salsa II parte” è un omaggio da parte di “Federiquito” ai principali brani che regalarono il successo al padre, definito all’epoca El Pionero de la Salsa poiché, in un Venezuela dominato dai ritmi popolari dei Billo’s Caracas Boys e dei Los Melodicos, irruppe nel ’66 con le proprie rivisitazioni in “Salsa” di note hit di Mon Rivera, Moncho Leña, Joe Cotto ed altri compositori latini.

Federico Betancourt y su Combo Latino - Pancho y Ramona



LA STORIA


L’album d’esordio si chiamava – appunto – Llegó la Salsa, e riportava sulla copertina per la prima volta nella storia della musica latina il nome “Salsa”, inteso come “concetto di genere musicale”.



Gli anni ’60 furono un’epoca di grande creatività in tutto il mondo artistico (non solo musicale), e quello del “bailable latino” non ne fu esente; i ritmi afro-cubani (rumba, son, guaracha, mambo, etc.) irradiati già da anni in tutto il Caribe, venivano riarrangiati – a partire dalla seconda metà degli anni ’60, secondo una nuova “forma” e con una rinnovata energia ispirata dalle atmosfere urbane delle capitali latine (tra le quali includiamo anche lo Spanish Harlem di New York).

Erano proprio le orchestre newyorquine quelle che il Dj di Radio Caracas “Danilo Phideas Escalona” trasmetteva quotidianamente nel suo programma “La Hora de la Salsa, del Sabor y el Bembé”.

Racconta Federico padre in una recente intervista a un periodico di Medellín, “El Sonero De Barrio”: “Avremmo potuto chiamare indifferentemente il nostro primo LP “Llegó el Sabor”, ma decidemmo insieme a Phideas di utilizzare il termine Salsa; il risultato fu che quel disco – per la particolare novità negli arrangiamenti curati dal trombettista Eduvigis Carrillo – venne richiesto nei negozi come “il disco della Salsa”: dal successo di vendita di questo innovativo album quel termine venne popolarizzato in Venezuela, e di lì a poco venne “esportato” anche a New York da cui provenivano molte orchestre che, nel boom petrolifero di allora, effettuavano frequenti tournée nel ricco Venezuela dell’epoca”.

Il resto è storia nota; il proprietario della Fania Records Jerry Masucci si appropriò del termine Salsa per circoscrivere tutta la musica latina da lui prodotta e promuoverla commercialmente: incurante delle differenze tra i vari ritmi afro-antillani, mise sotto lo stesso ombrello bolero, merengue, guaracha, bomba, etc. per diffondere, con successo, il nuovo nome al di fuori del mondo latino.

Salsa, semanticamente, si traduce in tutte le lingue come qualcosa che “dà sapore” a qualcos’altro, e fu tramite questa allegoria che il nostro Phideas trasse ispirazione per definire il rinnovamento della musica latina dell’epoca, nel suo passaggio da “Cubana” a “Latino-Caraibica” dopo che Cuba si isolò politicamente dai suoi vicini; ma i detrattori citano il testo di un Son Cubano degli anni ’30, Échale Salsita, in cui l’autore Ignacio Piñeiro lamenta lo scarso sapore delle “butifarras” costretto a mangiarsi lontano da casa propria: essi, nella loro ossessione di venire continuamente “espropriati” da musicisti che non siano Cubani, pur partendo da una analoga allegoria gastronomica, si dimenticano però che stan parlando di un brano di genere Son, e non di uno di genere Salsa (che negli anni ’30 non poteva ovviamente esistere), e addirittura arrivano, nel loro delirio di onnipotenza, a proclamare Cuba come la “Inventrice” del genere Salsa!



IL DISCO


Tornando al CD dopo la doverosa premessa storica, esso vede la partecipazione di importanti collaboratori dell’epoca d’oro del Combo Latino, come Carlín Rodríguez (voce in Pao Pao), Dimas Pedroza (voce in Cocolía, El Jaleo, No Le Digan), Orlando Castillo Watussi (voce in Sr. Gallo), Federico padre (güiro in Pao Pao); tra gli altri musicisti, oltre al grande artista newyorchese Jimmy Bosch (trombone in Cocolía e Las Malas Lenguas), spicca la godibilissima presenza di un sorprendente emulo del Calavén: Angel Flores (voce in Mi Querida Bomba… ascoltare per credere!).

Il CD inizia con tre Salse; la famosa Cocolía che aprì il lato A del primo album venezuelano di Salsa (e riproposto da Magia Caribeña come brano di punta, nonché già presente tra le compilation della nostrana Latino! Magazine), la potente Señor Gallo (che spopola già da due anni), e El Jaleo (uno splendido brano reinterpretato da tantissime orchestre, tra le quali amo ricordare quella di Kako).

Federico Betancourt con Magia Caribeña - Señor Gallo



Si prosegue con la cadenciosa Guajira-Chá Pao Pao, seguita da Dolores (cantata da Edgar Dolor), una stupenda Pachanga del grande Mon Rivera, che in seguito si sviluppa in Salsa e che non esiterà a far ballare i conoscitori di questo stile, per poi arrivare a Mi Querida Bomba, dove lo Scat Singing di Angel Flores è veramente impressionante… (io non conosco altri cantanti latini all’altezza).

Si ritorna alla Salsa energica con Las Malas Lenguas (voce: Jorge Mendoza) e con la hit Federico Boogaloo, per tornare in Guajira con l’ottima No Le Digan, presente anch’essa (insieme a Sr. Gallo) nel precedente CD di Magia Caribeña “Como Q’ No?”.

L’ultima Salsa, La Cumbia Cucuta, è un omaggio alla Colombia, cantata ancora da Jorge Mendoza, inframmezzata da un Afro in sei ottavi, da un tratto di Cumbia e terminante in Salsa.

Questo album, ottimamente arrangiato da Federico Jr, ha il pregio di unire la creatività del passato alle sonorità contemporanee, ma senza snaturarne il vigore originario; come premesso all’inizio di questa recensione, “alcune reinterpretazioni sono sincere ed efficaci”: e questa, decisamente, lo è.


Letto qualche vaccata? Correct any entry? Dillo al Claude



I nostri collaboratori


Un ringraziamento speciale a...
www.ConStile.org per avermi dato una mano enorme con questo nuovo stile!