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Le recensioni de LaSalsaVive
Ray Rodriguez And His Orchestra - Introducing Ray Rodriguez And His Orchestra

Ray Rodríguez dirige l’orchestra che in questo gioiello di album esegue brani quasi tutti firmati dal fratello Bobby, nonché cantati divinamente dal buon Néstor Sánchez il quale, a mio parere, qui più che altrove raggiunge vette di lirismo decisamente su-bli-me.
Anche questo album è prodotto da Pancho Cristal, stavolta per la Alegre, nel’68 (periodo d’oro…).
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Jala Jala: Salsa con intro ed outro in ritmo Jala Jala. Questo brano mi colpisce per due motivi; l’inizio è un crescendo di tensione che, dopo un blocco in cui si sentono solo i fiati, esplode in una cáscara su cui non puoi star fermo… l’impressione che dà è quella di… “senti mò che razza di salsa che ti sto per suonare… preparati a correre…” e infatti dopo corri… caspita come corri…: e in chiusura, dopo lo scatenamento della parte centrale del brano, la Salsa si ri-mischia – molto subdolamente – allo Jala Jala senza riuscire a distinguere dove finisce la prima e dove ricomincia l’altra, tornando con non-chalance al ritmo di apertura come se il brano avesse fatto un giro a 360 gradi su sé stesso…
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Viajando: Cha Cha Chá puro, coi suoi tempi e controtempi, crismi e controcrismi, tutto rigorosamente strumentale, ritmicamente molto ben scandito e con velocità abbastanza sostenuta.
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Guaguancó Tropical: Salsa a tempo medio. Un Guaguancó con un bell’assolo di piano in mezzo che crea una bellissima atmosfera interrotta da una Rumba, al termine della quale Néstor Sánchez riprende a cantare con il suo timbro di voce “importante”.
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Sin Tu Amor No Puedo Vivir: Bolero classico, con le sue classiche liriche “da Bolero”: Tu para mi/Sin tu amor yo no puedo vivir/Esta vida ha sido una amargura sin ti/No la puedo seguir. Questo brano è così romantico che una volta con questo ho svuotato una pista salsadurista-estrema, e una tipa si è pure messa a fare (in pista) il gioco della bottiglia… una scena indimenticabile… mi fa ancora male adesso…
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Afroloo: Un bel sei/ottavi Afro che passa poi a Boogaloo a tempo abbastanza sostenuto con la percussione sui tempi pari molto ben scandita e coinvolgente, oserei dire “rimbombante” nello studio di registrazione.
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Mambo Con Guaguancó: Salsa velocina. Decisamente il brano più conosciuto ed utilizzato di tutto l’album, un vero e proprio “Guaguancó Imperiale” che suscita uno scatenamento in pista come pochi brani sanno fare; bellissimi i ricorrenti blocchi coi tre colpi di percussioni “in clave” che suscitano altrettante vuelte, e bellissimo anche il “montuno” del sassofono.
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Atrevida: Salsa. Ritmo ben scandito e atmosfere “cupe” col bel canto “lamentoso” di Néstor Sánchez che si alterna ai fiati; è questa una caratteristica generale dell’album, ma resa ancor più evidente in questo brano. Fresh!
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El Duque: Bomba. Un bel brano canticchiabile.
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Carmelita: Boogaloo! E’ carichissimo questo brano con quel crescendo di rullo di percussioni, alternato al coro, ri-alternato alle percussioni, e poi l’hand-clap, e poi il classico Eh-Ah-Uh-Ah/Eh-Ah-Uh-Ah, i fiati, le percussioni…
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Bailen Mi Guaguancó: Salsa. Anche questo Guaguancó vede il continuo alternarsi di parti cantate, interrotte da degli stop, seguiti da parti strumentali, interrotte a loro volta da… (etc, etc…).
In poche parole: un album straboccante di energia che in tutti i suoi brani unisce sia esigenze di ascolto che di ballo, pertanto… Highly Recommended! Tra l’altro, ho avuto modo di verificare che – almeno qua in Italia – risulta essere tra i più venduti nell’ambito del genere musicale.
By Claudio “Dudu”
Letto qualche vaccata? Correct any entry? Dillo al Claude





